Goja del Pis

Seconda uscita dopo il Lockdown, questa volta la meta è la cascata della Goja del Pis ad Almese. Quale occasione migliore per mettersi alla prova con filtri ND, GoPro e il drone?
Il posto è molto conosciuto e frequentato, quindi con Marco scegliamo un giovedì pomeriggio sperando di trovare poca gente. Già dalle auto sulla strada capiamo subito che non siamo i soli ad avere avuto quest’idea. Bisogna anche fare presto. La cascata è chiusa in un piccola gola e prende luce solo nelle ore centrali della giornata.

Preoccupati di trovare il paesaggio invaso dai turisti bagnanti troviamo un bel posto proprio di fronte alla cascata. Luogo perfetto per montare i cavalletti. Sembra nuvoloso e non abbiamo un raggio di sole, poi per fortuna il cielo si apre e possiamo godere appieno il paesaggio!

Goja del Pis – Samyang 12mm con ND64 + Pola

NB: Il polarizzatore è poco efficace perché il sole è perfettamente alle nostre spalle rispetto alla cascata, ma qualcosa fa e soprattuto aiuta anche lui ad abbassare i tempi di scatto.

Goja del Pis

 

I tuffatori rendono bene l’idea del salto della cascata

 

Entrata in acqua

 

Luogo ideale per due bracciate nelle fresche acque!

Il luogo merita anche una bella ripersa dall’alto. Non è cosi facile. Il luogo è affollato, e qua il DJ Mini col suo peso ridotto va bene. Il segnale GPS nella gola è scarso, solo 4 satelliti sui normali 12 e volare radente alla cascata è un poco difficoltoso. L’acqua mossa della cascata fa impazzire un poco i sensori inferiori, mollando gli stick, invece di rimanere immobile il drone continua a muoversi pericolosamente e le rocce sono abbastanza vicine, bisogna fare estrema attenzione. Alzandolo di quota sopra la gola la situazione torna ad essere normale. L’atterraggio del drone con presa aerea della mano è praticamente cosa obbligata vista la condizione e occupazione del suolo!

Una veduta area della Goja del Pis

 

In questa condizione la modalità cinematic (quella lenta) è assolutamente da preferire. Il luogo presenta forti cambi di esposizione luce ombra. Scarto così i filtri ND e scelgo di montare solo il filtro CPL, affidandomi all’esposizione automatica.

Per concludere

Non c’è avventura senza piccoli imprevisti, come per Marco, di lasciare la piastra d’attacco del cavalletto a casa o di fare cadere i filtri in acqua!! Mentre da parte mia una bella spina nel braccio  (ma come avrò fatto?!) e un montaggio non preciso dei filtro polarizzatore sul DJI mini che crea una leggera vignettatura sul girato e mi costringe in post produzione ad un leggero crop.

Ecco a cosa serve filmare in 2,7K quando si vuole poi editare in 1080p!!