L’evoluzione degli astroinseguitori: mezzo secolo di inseguimento stellare
Fotografare il cielo non è mai stato così facile come oggi. Ma dietro ogni astroinseguitore moderno — compatto, preciso e persino intelligente — c’è una lunga storia di invenzioni, errori e piccoli miracoli di meccanica. In questo articolo ripercorro l’evoluzione degli strumenti che hanno reso possibile la fotografia della Via Lattea, dal semplice Barn Door autocostruito fino ai sistemi robotici come il Benro Polaris.
LE ORIGINI: il Barn Door Tracker (anni ’70 – 2000)
Negli anni Settanta, gli astrofotografi amatoriali si arrangiavano con ciò che avevano: due tavolette di legno, una cerniera e una vite. Nasceva così il Barn Door Tracker, chiamato anche Scotch Mount o Haig Mount.
Come funziona: Girando manualmente una vite a una velocità costante (un giro al minuto circa), una tavoletta ruota lentamente compensando la rotazione terrestre. Basta allineare la cerniera (hinge) con la Polare e si ottengono esposizioni di alcuni minuti senza strisce stellari.
Ancora oggi validi
E’ un astro inseguire semplice ancora adesso autocostruito da molti appasionati. Basta fare una breve ricerca in rete per trovare tante soluzioni per dei kit fai da te. sembrano giocattoli ed invece no! In questo esempio vediamo un prodotto in vendita negli USA (link) e il secondo è il frutto perfettamente funzionante dell’ingegno di un designer (link).
Il salto alla precisione: AstroTrac TT320 / TT320X-AG (2007–2013)
Nel 2007 comparve il AstroTrac TT320, prodotto inglese che rivoluzionò l’astroinseguimento portatile. Usava lo stesso principio del Barn Door, ma in versione motorizzata di precisione. Nel 2013 arrivò la versione TT320X-AG, ancora più accurata e compatibile con sistemi di autoguida.
I lineari di precisione: Fornax LighTrack (dal 2013)
La casa ungherese Fornax Mounts introdusse la serie LighTrack, con un meccanismo a camma elicoidale motorizzata. Ancora oggi il LighTrack II è in produzione ed è in assoluto l’astroinseguitore con l’errore periodico più basso.
La semplicità meccanica: Omegon MiniTrack LX (2016–2022)
L’italianissimo C.Fantinanzi ha rivoluzionato il concetto di inseguimento meccanico con il MiniTrack LX, interamente a molla. Ancora oggi è l’unico astroinseguitore che non ti fa preoccupare anche della carica delle batterie.
L’AstroTrac TT320, l’Omegon MiniTrack e il Fornax LighTrack si basano tutti sullo stesso principio meccanico di base, tutti e tre trasformano un movimento lineare costante (di una slitta, barra o vite) in un’inclinazione rotazionale corrispondente alla rotazione terrestre (15°/ora), ma con implementazioni differenti (livello di precisione, materiali, e alimentazione). Vediamo in dettaglio cosa hanno in comune e cosa li differenzia:
Tabella comparativa sintetica
| Modello | Tipo di trazione | Alimentazione | Tempo di inseguimento | Precisione | Carico utile | Peso | Note |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| AstroTrac TT320X | Vite lineare motorizzata | 8×AA / 12 V DC | ~2 h | < 5 arcsec | ~15 kg | ~1,1 kg | “Storico”, altissima qualità |
| Fornax LighTrack II | Camma elicoidale motorizzata | 12 V DC | ~2 h | < 2 arcsec | 6–8 kg | ~1,3 kg | Professionale, ultra-preciso |
| Omegon MiniTrack LX4 | Molla orologiera | Meccanico (no batterie) | ~1 h | ≈ 20–30 arcsec | 3–4 kg | ~0,6 kg | Semplice e portabile, manuale |
PRINCIPIO COMUNE “braccio lineare a vite o a cinghia” (conversione lineare → rotazione terrestre)
LA ROTAZIONE SULL’ASSE POLARE
Il Vixen Polarie (2011) rappresenta davvero una svolta concettuale rispetto al principio meccanico lineare usato da AstroTrac, Fornax e MiniTrack. Il Vixen Polarie è stato il primo astroinseguitore a rotazione diretta ad avere un enorme successo commerciale e a definire il formato moderno
Con il Polarie, Vixen introduce un nuovo paradigma di astroinseguitore: da dispositivo meccanico a montatura equatoriale miniaturizzata a rotazione diretta sull’asse polare. In sostanza, il Vixen Polarie è il primo astroinseguitore “senza bracci mobili”: è una mini-montatura equatoriale con un asse unico motorizzato, un vero predecessore degli inseguitori moderni come lo SkyWatcher Star Adventurer e lo iOptron SkyGuider.
Due famiglie di inseguitori
| Famiglia | Principio base | Esempi | Tipo di movimento | Meccanica chiave |
|---|---|---|---|---|
| Lineari / slitta | Trasformano un moto lineare costante in rotazione apparente del cielo | AstroTrac, Fornax LighTrack, Omegon MiniTrack | Slitta o braccio che avanza lentamente | Vite o camma che spinge un braccio mobile |
| Rotazionali / asse diretto | Ruotano direttamente la camera attorno all’asse polare tramite un motore in AR (ascensione retta) | Vixen Polarie, iOptron SkyTracker, SkyWatcher Star Adventurer, MSM | Asse che gira a 15°/h | Ruota con riduttore o vite senza fine |
Dopo il Vixen Polarie, tutti i produttori hanno seguito quel paradigma.
I competitor asiatici
Ci sono modelli che non si trovano facilmente in europa ma sono comunque incessanti per il loro sviluppo. Ad esempio il Mount Sightron Nano Tracker, Leggero con batterie esterne è stato un precursore ancora valido. Regge un peso fino a 2kg. Oppure il Kenko SkyMemo recentemente disponibile anche su Amazon Italia. Non può non essere citato il Teseek Nano marchio TOUPTEK ha integrato il puntatore laser. Qualche dubbio lo lascia l’aggancio a vite di plastica alla camera. Lo si trova su AliExpress ad un prezzo non paragonabile agli atri inseguitori.
I più classici
Tutti questi condividono il concetto di asse equatoriale miniaturizzato, motore passo-passo, riduttore e allineamento polare diretto. La scelta personale può dipendere da vari aspetti. L’esistenza di un kit con tutti gli accessori, come ad esempio il cuneo equatoriale. La possibilità di puntare con un laser o con un cercatore polare, meglio se illuminato. Anche il peso supportato e il tempo di inseguimento è un altro aspetto da valutare. O il tipo di batterie che utilizza e per non dimenticare un eventuale integrazione con uno smartphone, magari per puntare la polare in assenza di visibilità diretta. Alcuni modelli offrono anche l’inseguimento del sole e della luna. Per ultimo tutti supportano l’emisfero australe o boreale.
L’ERA DEI MINI-TRACKER DIGITALI (2013–oggi)
Dopo il Vixen Polarie, il mercato esplode: Tutti condividono lo stesso principio del Polarie: un asse motorizzato in ascensione retta, con elettronica migliorata, Wi-Fi, e software più accessibili. Fino ad arrivare a qualcosa di diverso come il Benro Polaris che è un oggetto un po a se. A differenza di molti star-tracker che sono essenzialmente montature equatoriali motorizzate, la Polaris include funzioni avanzate tipo “panorama automatico”, “focus stacking”, “timelapse motorizzato”, “rimozione persone”, “stacking in campo” ecc. Questo la rende un ibrido tra “montatura per astrofotografia” puro e “testa motorizzata smart” per DSLR e mirrorless.
INNOVAZIONE: L’astrofotografia diventa “da zaino”, non più da osservatorio.
LO SFIDANTE IN 3D
Prendendo il principio dei Barn Door un produttore indipendente ha creato qualcosa di unico nel panorama degli astro inseguitore. Si tratta di un astro inseguitore motorizzato che non necessita di un cuneo equatoriale e che offre una sorprendete capacità di inseguimento con un errore periodico di soli 12 arco secondi, pochissimo in questa fascia di accessori. Con un tale errore di inseguimento possiamo pensare di arrivare a dei tempi di inseguimento più alti dei concorrenti. Dai test sembra fattibile con un 300mm inseguire per 2 minuti, ottimo! Io col mio Minitrak mi fermo sempre a 30″.

Una sua caratteristica più unica che rara è che è un progetto open e si possono scaricare gli schemi per stamparsi in 3d il proprio astro inseguitore e comprare solo il kit dei motori. E’ cosi più facile costruirsi anche degli accessori o farsi i pezzi di ricambio. Altra caratteristica, anche se ha un solo asse di rotazione, e che offre un sistema goto manuale che aiuta a diminuire i tempi di puntamento ai soggetti nel cielo. Infine lo si può gestire via app e usare il suo intervallometro per comandare la propria macchina fotografia. Il prezzo poi lo porta ad essere molto concorrenziale.
| Modello | Peso | Carico | Precisione | Alimentazione | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| iOptron SkyTracker | 1,1 kg | 3 kg | ~20″ | 4×AA | Compatto e leggero |
| iOptron SkyGuider Pro | 1,0 kg | 5 kg | ~15–20″ | Batteria Li-Po interna / Micro-USB | Robusto e preciso, molto diffuso |
| iOptron HST MiniTracker | 0,72 kg | 4 kg | ~10–20″ | Batteria interna / USB-C | Nuova trasmissione armonica |
| Vixen Polarie | 0,74 kg | 2 kg (fino a 4–6 kg con accessori) | ~120–180″ | 4×AA / USB | Facile da usare, ideale per obiettivi grandangolari |
| Vixen Polarie U | 0,58 kg | 2,5 kg (6,5 kg con modulo opzionale) | ~120″ | 4×AA / USB-C | Evoluzione più leggera e moderna |
| Star Adventurer Mini | 0,65 kg | 3 kg | ~25–30″ | 2×AA / USB | Compatto, controllabile via app – fuori produzione |
| Star Adventurer 2i WiFi | 1,2 kg | 5 kg | ~10–15″ | 4×AA / USB | Popolarissimo, ottimo rapporto qualità/prezzo |
| Bresser StarTracker PM-100 | 0,63 kg | 2 kg (fino a 5 kg con bilanciamento) | ~30″ | 4×AA / micro-USB | Buon entry-level, allineamento semplice |
| Segugio Tracker X EVO | 0,85 kg | 4 kg | n.d. | USB-C | Minimalista, tascabile |
| MSM Nomad | 0,45 kg | 3,2 kg | ~30″ | USB-C | Minimalista, tascabile |
| OG Star tech | 1,4 kg | 4 kg | ~12″ | Batteria interna / USB-C | Stampa in 3D, espandibile, anche kit fai da te |
| Benro Polaris Astro | 1,1 kg | 7 kg | ~9–36″ | Batteria interna ricaricabile / USB-C | Avanzato e automatizzato, curva di apprendimento alta |
GLI ANELLI DI GIUNZIONE
Dagli astroinseguitori alle montature ibride
Con il tempo, la linea di confine tra astroinseguitore e montatura equatoriale è diventata sempre più sfumata. In origine, i tracker erano strumenti semplici, con un solo asse motorizzato in ascensione retta (AR) per compensare la rotazione terrestre. L’utente si limitava ad allineare il sistema alla Polare e a regolare l’inseguimento.
Ma con modelli come lo SkyWatcher Star Adventurer o l’iOptron SkyGuider Pro, sono comparsi i kit di contrappeso e declinazione (DEC), adesso lo offre anche Move Shoot Move, trasformando di fatto questi astroinseguitori in mini-montature equatoriali ad un solo asse.
L’evoluzione si è poi spinta oltre: sistemi come lo SkyWatcher Star Adventure GTi o la SkyWatcher EQM-35 Pro sono degli ibridi modulari.
Quest’ultimo, ad esempio, può funzionare come una montatura equatoriale completa — con GoTo e due assi motorizzati — oppure, rimuovendo l’asse di declinazione, diventare un astroinseguitore leggero e compatto.
In sintesi: gli “anelli di giunzione” tra le due categorie rappresentano una tendenza chiara: gli astroinseguitori si fanno sempre più sofisticati, mentre le montature equatoriali diventano sempre più leggere. Il confine ormai non è più nella meccanica, ma nel tipo di fotografia che si vuole fare.
I confini dell’astroinseguitore: tra costi, pesi e orizzonti
Ogni astroinseguitore vive su un confine sottile, sospeso tra portabilità e precisione, costo e ambizione. Ci sono modelli leggeri ottimi per la Via Lattea e stop e altri che con maggior intrinseca precisione o aggiunta di contrappesi possono supportare bene focali piu lunghe per soggetti più piccoli, coma ad esempio Orione, Pleiadi o Andromeda. Certo non sono montature equatoriali e dovremmo trovare noi da soli il soggetto nel cielo. Ma avremo al giuro di portare a case belle fotografie.
CONCLUDENDO
Il cielo si muove sempre uguale
Dalla prima Barn Door di legno e viti ai moderni astroinseguitori robotici, il principio non è mai cambiato: il cielo si muove, e noi proviamo a seguirlo.
Ogni innovazione; dal meccanismo a molla del MiniTrack al controllo via Wi-Fi del Benro Polaris è solo un nuovo modo di inseguire lo stesso ritmo antico della Terra che ruota. Eppure, in questa corsa tecnologica, vale la pena ricordare una verità semplice: il cielo si muove sempre uguale. Un AstroTrac del 2010 o una montatura del 2025 inseguono le stelle allo stesso modo (più o meno preciso) di un astroinseguitore autocostruito mezzo secolo fa. Ciò che cambia non è il cielo, ma noi, il nostro desiderio di comprendere e catturare meglio ciò che vediamo.
Oggi possiamo scegliere tra leggerezza e potenza, tra molla e motore, tra libertà e precisione. Ma ogni volta che scattiamo, l’essenza resta la stessa: un piccolo gesto umano per fermare l’eterno movimento del cielo. E forse è proprio questo — non la tecnologia, ma la perseveranza — il vero motore di tutta l’evoluzione astrofotografica.
UPDATE
Non faccio in tempo a scrivere questo mio memo sul panorama degli astroinseguitori ed ecco due nuovi modelli molto interessanti in lancio sul mercato.
Il primo è il NOMAD Harmonic Ⅰ di Move Shot Move ed il secondo è Asterra Z+ del omonimo produttore.
Sono entrambi molto interessanti ed hanno caratteristiche una caratteristica che li accomuna. Entrambi integrano un cuneo equatoriale. Quindi al loro peso, ingombro e costo non dobbiamo più aggiungere quello di un cuneo. Tolto questo hanno soluzioni e scopi differenti.
Il NOMAD Harmonic Ⅰ, come da descrizione del costruttore, è più orientato all’uso di focali medie lunghe. Si rivolge a quelli utenti che voglio andare oltre ai limiti del Move Shot Move classico. Infatti è dotato anche di barra con piccolo contrappeso e le sue dimensioni sono maggiori del suo fratellino.
Asterra Z+ Invece sembra più un alternativa all Move Shot Move classico. La sua grossa novità è però l’integrazione di una IMU (Inertial Measurement Unit), Quindi incorpora accelerometro, bussola e magnetometro. Quello che prima si face prima col puntamento tramite app da cellulare ora è integrato. La sua comodità e che vedi la deviazione del puntamento dal display e non ti serve assolutamente avere il campo libero verso la polare. LA cosa bella è che tocchi il treppiede e perdi l’allenamento al polo lquesto ti viene segnalato sul display.
| Caratteristica | Move Shoot Move Nomad Harmonic | Asterra Z+ |
|---|---|---|
| Tecnologia | Riduttore armonico (Harmonic Drive) | Trasmissione a vite senza fine |
| Peso | ~650 g | 850 g |
| Contrapppeso | Supportato (accessorio) | Non necessario per il carico dichiarato |
| Dimensioni | 125 × 95 × 110 mm | 86 × 85 × 75 mm |
| Portata | 5 kg | 5 kg |
| Focale consigliata | fino a 300 mm | fino a 200–300 mm |
| Precisione dichiarata | Errore periodico ±5″ | Non dichiarata |
| Allineamento polare | Laser + app + cannocchiale (opz.) | IMU + magnetometro + laser + allineamento a una stella |
| Utilizzo senza vedere la Polare | No | Sì |
| Cannocchiale polare | Opzionale | Non previsto |
| Motori | Motore armonico | Motore passo-passo |
| Alimentazione | Batteria interna ricaricabile USB-C | 3 batterie AA o USB-C |
| Controllo tramite app | Sì | Sì |
| Velocità Luna e Sole | Sì | Sì |
| Uso prevalente | Astrofotografia con teleobiettivi e deep sky itinerante | Nightscape e fotografia itinerante con setup rapido |
Questi due nuovi astroinseguitori cambiano in meglio il panorama di questi accessori. L’estate scorsa sembrava che il salto fosse dato dal HST di iOptron ora questi due nuovi competitor cambiano la classifica. Senza scordare infine la precisone del OG Star tech e la sua artigianalità. Classifica che è personale e dipende dalle proprie priorità ed esigenze. Certo che viene voglia di provarli tutti…




















